Bullismo
Il Bullismo è un atto aggressivo condotto ripetutamente e nel tempo da un individuo o da un gruppo contro una vittima che non riesce a difendersi.
Purtroppo, diffuso tra i banchi, si concretizza in atteggiamenti intenzionali e ripetuti, di intimidazione, sopraffazione, oppressione fisica e/o psicologica commessi da uno o più soggetti (bulli) nei confronti di un soggetto o più soggetti (vittime).
Tali atteggiamenti si tengono spesso in segreto ed in assenza di testimoni adulti.
Esistono due forme di bullismo:
- Bullismo diretto, in cui sono evidenti le prepotenze fisiche e/o verbale,
- Bullismo indiretto, in cui il bullo (e l’eventuale gruppo di seguaci) non affronta direttamente la vittima, ma agisce diffondendo dicerie sul conto della stessa, escludendola dal gruppo dei pari (da feste, luoghi di aggregazione), isolandola quindi socialmente.
Gli atti di bullismo possono essere di varia natura:
Fisico: atti aggressivi diretti (calci, pugni, ecc.) danneggiamento di cose altrui, furto intenzionale
Verbale: manifesto (deridere, umiliare, svalutare, criticare, accusare, ecc.) o nascosto (diffondere voci false o offensive su un compagno, provocarlo, ecc.)
Relazionale: sociale (escludere da attività di gruppo, ecc.) manipolativo (rompere i rapporti di amicizia di cui gode la vittima).
Si configura come fenomeno sociale estremamente complesso, riconducibile sia alla condotta dei singoli che di quella del gruppo dei pari quando sono presenti le seguenti caratteristiche:
• Asimmetria di potere: squilibrio di potere tra chi compie l’azione e chi la subisce
• Ripetizione nel tempo: i comportamenti aggressivi sono ripetuti nel tempo e non isolati
• Intenzionalità: l’aggressività del bullo è pro-attiva e intenzionale, non reattiva.

